I catalizzatori d'auto vanno a ruba

Ladri a caccia di metalli rari

Continuano a crescere i furti di catalizzatori d'auto. Dopo gli Stati Uniti, dove in soli dodici mesi si è passati da 3.398 casi (2019) agli oltre 14.400 (2020), il fenomeno sta colpendo anche l'Italia e altri paesi europei. Soprattutto Regno Unito, Francia e Spagna. Ma cosa cercano i ladri nei convertitori catalitici? Tre metalli preziosi che, a causa della guerra in Ucraina, sono difficilmente reperibili e sono schizzati a prezzi molto alti. Ucraina, Russia e Bielorussia forniscono infatti più del 36% del nichel mondiale e il 100% del palladio utilizzato nei catalizzatori del settore automotive. È per questo che i metalli sono facilmente 'piazzabili' sul mercato nero. Un modo insomma facile e veloce per fare soldi. I tre metalli sono palladio, platino e rodio. Al grammo sono così quotati: rodio 460 euro, palladio circa 58 euro, platino 30 euro. E un convertitore classico contiene da 3 a 7 grammi di platino, da 2 a 7 grammi di palladio e da 1 a 2 grammi di rodio. 

SUV e Smart

Ad essere presi di mira dai furti sono in particolare i SUV, che permettono di staccare il catalizzatore stendendosi sotto il mezzo, e le Smart che, per il loro peso contenuto, possono essere rovesciate su un fianco e 'alleggerite'. E non è tutto. I residui dei catalizzatori sono molto richiesti anche in alcuni paesi africani - Congo in testa - dove vengono mischiati a estratti di farmaci e canapa per essere trasformati nella droga Bombé che rende 'zombie' migliaia di giovani nelle periferie povere delle città.